
Sabato e Domenica - CHIUSO

Studio Masaccio

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L’Osteopatia Somato-Emozionale è per me il risultato di una ricerca, di una sintesi tra gli studi che ho compiuto nel mio percorso professionale fino ad oggi. In questa disciplina, che potrei dire di aver trovato per caso durante le mie ricerche, se non fosse che non credo affatto al caso, sono riuscito a raccogliere e fondere le pratiche terapeutiche a quelle filosofiche. Con quest’ultime sono entrato in profondo contatto.
La sorpresa di aver scoperto questo moderno sistema interpretativo della realtà sotto forma di nuovo paradigma filosofico-terapeutico ha rinnovato in me il desiderio di cercare, di sperimentare e di scoprire.
Osservo l’uomo da una prospettiva diversa, più ampia, più completa. Grazie a questo recente incontro ho potuto gettare le fondamenta per una ricerca più dettagliata degli elementi che concorrono all’insorgenza della nascita degli squilibri energetici, somatici ed emozionali. Questi elementi si traducono spesso in malessere fisico, psichico, sociale e degli strumenti per concorrere assieme ai miei pazienti a risolverli, quantomeno a trovare differenti interpretazioni del sintomo.
Il ruolo da terapeuta, in particolare da osteopata, che vivo ed interpreto giornalmente e che mi sono ritrovato fra le mani come una dote, prima di essere una professione è un cammino di crescita personale (citando l’osteopata Renè Briend). Ecco, questa è per me l’osteopatia somato-emozionale, questo sono io: una strada, un percorso in divenire, aperto, disponibile a nuove strategie e soluzioni.
Inizio ad occupami di salute poco dopo aver finito il liceo con gli studi di fisioterapia intorno agli anni ’90. La passione per la filosofia e per l’arte terapeutica, mi ha portato a cercare talvolta molto lontano rispetto al paradigma culturale che fino ad allora avevo conosciuto e vissuto.
L’incontro con la medicina cinese è avvenuto per “fato”. Cercavo qualcosa che fosse più vicino alle mie caratteristiche rispetto al modello terapeutico proposto dalla medicina allopatica che in qualche modo sentivo non mi appartenesse completamente. La medicina cinese mi ha da subito affascinato, nei primi anni addirittura stregato. Ho letto tutto quello che potevo leggere in materia. Mi sono interessato a tutte le pratiche terapeutiche proposte approfondendole e praticandole in molti casi.
Il principio terapeutico secondo il quale il medico cinese per far fronte ad una problematica che affligge l’uomo bisogna che sappia tutto di quell’uomo. Il vissuto quotidiano, le sue relazioni, la sua storia, le sue emozioni, la sua alimentazione, le sue abitudini, lo sentivo nel mio intimo assolutamente vero.
Il modello culturale che avevo incontrato, fondato sul comunitarismo organico e sociale, che riconosceva l’elevato valore dell’incontro e dello scambio fisico, energetico, emozionale collimava perfettamente con la mia necessità, con il mio bisogno di sapere. Era la scarpa per il mio piede. Ho passato anni a dissetarmi di questa conoscenza, a fare corsi, a cercare maestri, a prendermi cura dei pazienti portando loro ogni volta questo mio nuovo respiro culturale.
È chiara in me adesso la visione terapeutica che propongo ai miei pazienti, e ai miei alunni, durante gli incontri e i percorsi che facciamo assieme. L’uomo è ciò che vede e sa vedere ed è fatto di relazione, di realizzazione. Così dentro così fuori recita un verso dei maestri latini.
Il sistema organico nella sua totalità e complessità è il primo esempio per eccellenza di sistema integrato di società comunitaria. Noi viviamo grazie alle relazioni, siamo buone relazioni. Ogni volta che mi trovo ad esaminare una nuova realtà o una problematica io parto da qui, dall’inizio, dalla relazione e dalla realizzazione personale. Con il corpo si realizzano funzioni, movimenti, progetti, relazioni.
Quello che cerco di fare, attraverso strumenti terapeutici consolidati in tutti questi anni di studio e pratica, è rilanciare il sistema energetico, emozionale, fisico meccanico che si è bloccato, inceppato ed ha perso direzione, relazione e magia.