Prima parte
Ho sempre creduto di conoscere il significato della parola desiderio ma in realtà mi sono avvicinato davvero al suo senso solo in questi ultimi anni. Di conseguenza, è un po’ come se nella mia vita questo vocabolo non avesse esercitato tutte le sue potenzialità. Anche perché, e questo può capitare ogni volta che non abbiamo coscienza o conoscenza del significato delle parole che usiamo comunemente, è il desiderio a strutturare la progettualità e il futuro, e quindi il presente, di ognuno di noi e dei luoghi e delle persone con le quali entriamo in relazione. Sia sul piano interiore che esteriore, viviamo in un mondo che abbiamo desiderato (oppure che è stato desiderato da qualcun altro), ed è sulla base dei desideri, espressi e inespressi, che la vita si materializza. Tutto è frutto di un desiderio: la scelta di un indumento da indossare, il menù giornaliero, il percorso di studi, l’itinerario di una vacanza, il luogo in cui abitare, il nome da dare al figlio, al cane, a un progetto di vita o professionale. Orientiamo le nostre scelte in base ai desideri, come i pellegrini orientavano il cammino in base alle stelle; scegliamo, quando siamo liberi di scegliere, ciò che entusiasma e, nello stesso tempo, garantisce significato al vivere e all’agire.
Realizzare un desiderio struttura, dona forza e fiducia, riempie di energia il cuore e le mani e gli effetti si evidenziano nella parte fisica, mentale ed emozionale. L’avverarsi di un desiderio ripristina, e consolida, la stazione eretta e l’autostima senza che si presentino, nel corpo e nella mente, conflitti e rigidità muscolari. Ascoltare un desiderio è prendersi cura di sè, è avviarsi verso la conoscenza di sé, è concedersi di desiderare e volere, è espandersi. Al contrario, non ascoltarli, non perseguirli, non concederseli, e parlo di desideri reali, sinceri, e non il frutto della bramosia o dell’ossessione, produce perdita di fiducia in sé stessi, interesse alla propria realizzazione, indolenza, separazione dal proprio volere e, soprattutto, una diminuzione della luminosità che l’essere umano, come ogni essere vivente, irradia dal proprio corpo quando è in vita, è libero di scegliere e autodeterminarsi, ed è felice. Dal punto di vita psicologico, il desiderio si distingue dal bisogno perché quest’ultimo è caratterizzato da prepotenza e irrefrenabilità. Il bisogno è compulsivo vuole essere soddisfatto in maniera subitanea, non può aspettare e, quando gli si chiede di farlo, crea ansia e agitazione. Il desiderio invece può aspettare, anzi, nell’attesa diviene più profondo e consapevole. La Dott.ssa Monica Carnali, Psicologa Clinica, in Per una educazione del cuore (Articolo comparso nella rivista on line La difesa del popolo) definisce il desiderio come la capacità di canalizzare tutte le energie verso un oggetto stimato centrale per noi.
Il desiderio è come un essere vivente con una propria personalità, una propria volontà di prendersi la vita e modellarla; ci afferra per mano e ci conduce verso nuove esperienze. Talvolta è così forte che fa compiere rivoluzioni, distrugge muri e credenze. Il desiderio della libertà dalla schiavitù ci ha permesso di strappare le catene dai piedi e incamminarci verso civiltà più evolute. Lo stesso desiderio ha fatto abbattere muraglie di discriminazioni innalzate con la prepotenza e la presunzione. Il desiderio di conoscere ci ha fatto navigare il mare in lungo e in largo, come anche il desiderio di scoprire ci ha permesso di investigare, esaminare, scandagliare fondali, cieli, grotte, l’interiorità umana.
Ma soprattutto vorrei attirare la vostra attenzione sull’importanza di riuscire a individuare il desiderio giusto, quello che scalda il cuore, che placa lo spirito, illumina gli occhi e la strada. Si potrebbe dire che trovare il proprio desiderio è come scovare un tesoro, anzi, è entrare in possesso della mappa del tesoro. Perché, in realtà, non so se sia più importante trovare fisicamente il tesoro oppure, attraverso il percorso, il processo, sviluppare la conoscenza, il coraggio, la tenacia, l’umanità, l’umiltà, la generosità, elementi questi indispensabili sia per la realizzazione del desiderio stesso, sia per diventare esseri umani nella più alta accezione del termine. Ogni desiderio ha bisogno di attenzione, di ascolto, di spazio, ha bisogno che, talvolta, si diventi tutt’uno con questo. Infatti richiede dedizione, energia, impegno e talora esclusività. Immaginate lo sportivo che desidera diventare un professionista e che rinuncia a tutto quello che lo porta fuori strada, in termini di abitudini di vita, organizzazione del quotidiano e relazioni. Immaginate chi crede nel proprio talento, qualsiasi esso sia e, nel perseguirlo, incontra ostacoli e intralci, fuori e dentro di sé. Ed è proprio questo incontro che forgia, istruisce, che permette lo sviluppo dell’essere umano.


