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La primavera è definita la stagione splendida, la prima dell’anno e, astronomicamente parlando, è compresa fra il 21 marzo e il 21 giugno. Nel tempo passato il primo giorno dell’anno era considerato il primo di marzo, fino a quando Giulio Cesare, nel 46°A.C. riformò il calendario, anticipando l’inizio dell’anno al primo di gennaio.

Come ci ricorda la sua radice etimologica, dal latino primo inizio e ver primavera, questa stagione è l’inizio. L’equinozio di primavera, associato alla simbologia della resurrezione e della fertilità vegetale, segna il ritorno della luce, della rinascita della natura: tutto si risveglia alla vita e tende a uscire in superficie e mostrarsi a testa alta di fronte al creato. Non sarà sicuramente un caso che l’inizio di questo periodo corrisponda, a livello astrologico, al primo segno zodiacale dell’Ariete, che ha come caratteristica principale l’essere energico, esuberante, capace di affrontare la vita con la testa alta appunto.

In questo periodo dell’anno si assiste al risveglio dal torpore e dal letargo invernale e si celebra la fertilità e la rinascita. Ri-nascere indica una svolta, un cambio di rotta, un rinnovamento che passa attraverso un cambiamento, perché per operare un cambiamento è necessario passare attraverso l’ostacolo e valicare per trovarsi dall’altra parte.

Si spalancano le porte e le finestre per far entrare la nuova luce, fonte di vita e rinnovamento. Ricordo benissimo mia nonna quando in primavera, al mattino, in campagna spalancava le finestre delle camere e, con gesti energici, appoggiava sul davanzale le lenzuola, i cuscini e le coperte e mi diceva: “Il sole disinfetta”. Un gesto che mi è rimasto nel cuore e che ho sempre associato alla fiducia riposta nella naturalità delle cose.

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Gli animali e la natura tutta sbocciano e risorgono in primavera. Il concetto di resurrezione non è unicamente religioso ma appartiene a molte tradizioni filosofiche. Dietro questo concetto troviamo un complesso di idee per cui, in natura, la morte è considerata quasi come un sonno. Si risvegliano gli animali dal letargo, le piante con il boccio e l’essere vivente con la ripresa delle attività e con una nuova e rinnovata energia.

Dopo le restrizioni dell’inverno, le regole per non disperdere l’energia, la ricerca della protezione dell’ambiente domestico e della madre terra si esce all’esterno e alla luce. L’energia, scesa nelle profondità durante il periodo invernale, per trovare protezione e ristoro, inizia il cammino di ascesa verso la superficie e fa capolino, si affaccia all’uscio, alla vita, con una sola parte di sé, tendenzialmente la testa, appunto, perché capolino è proprio il piccolo capo di un fiore che esce fuori o qualcuno che, timidamente o guardingo, scorge cosa possa esserci di pericoloso, di nuovo o di interessante.

La primavera è associata all’Est, al punto cardinale da cui sorge il sole, e dove ha inizio il nuovo giorno. Nel ciclo giornaliero rappresenta il mattino, il momento del risveglio dopo la lunga notte e il tempo per rimettere in moto tutto il sistema.

L’energia della primavera è forte, ma ancora delicata e ha bisogno di attenzione, perché il germoglio, come il bambino appena nato, è molto delicato e, nelle prime fasi di sviluppo, necessita di protezione e accudimento. Infatti si fasciavano i rami dei fiori che dovevano sbocciare come si fasciavano con la lana i bambini appena nati per proteggerli dopo l’uscita dal grembo materno.

La primavera è associata all’elemento legno e all’energia del vento, al temperamento vivace ed estroverso, creativo e fantasioso, al colore verde, alla rabbia, alla scelta.

La rabbia è una energia molto forte, travolgente, in grado di disfare ma anche di creare; dipende da quale direzione vogliamo che prenda. Scegliere è l’espressione positiva della volontà, significa separare la parte migliore di una cosa dalla peggiore, ma per fare questo occorre la capacità di scegliere rettamente, con intelligenza, perché tutto quello che scegliamo, (lavoro, amicizie, cibo, atteggiamenti, modi di essere) influenzerà il piano fisico, psichico, emozionale ed energetico. Ma per poter scegliere, oltre ad una visione chiara e determinatezza, occorre che la componente fisica, energetica ed emozionale collaborino l’una con l’altra e che il viscere intestino, deputato alla separazione del giusto e non giusto, opportuno e non opportuno, chiaro e scuro lavori correttamente sia per quanto riguarda la funzione del movimento peristaltico, la parte della digestione e assimilazione e, sia nell’attività di gestione delle emozioni.

Nella medicina tradizionale Cinese la primavera è rappresentata dall’organo Fegato e dal viscere Vescica Biliare, i quali hanno tra le loro funzioni quelle di permettere la fluida circolazione dell’energia, l’immagazzinamento del sangue, il supporto della salute degli occhi e delle unghie, dei muscoli e dei tendini, la regolazione delle emozioni e la custodia dell’energia per la difesa da tutti quegli attacchi (interni ed esterni, reali o figurati) che possano minare la stabilità psico-fisica ed emotiva.

All’interno di questo movimento stagionale c’è la possibilità di andare alla scoperta di nuove terre, di viaggiare, di cercare nuove soluzioni e strategie. Il buon funzionamento di questa loggia energetica si esprime con una fluida circolazione dell’energia e una sana ed equilibrata ricerca fuori e dentro di sé di mistero e realizzazione.

In una condizione patologica, invece, può accadere che ci sia ristagno di liquidi, di gas, di idee, di progetti, con conseguente putrefazione e gonfiore, proprio come accade in un lago, dove viene a mancare il movimento per mancanza di circolazione dell’acqua o del vento e la vita o si ammala o muore.

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Nella medicina moderna il fegato svolge un ruolo centrale dal punto di vista delle funzioni metaboliche, in particolare produce la bile, favorisce la trasformazione degli alimenti assorbiti, partecipa al metabolismo delle proteine e alla riduzione dei loro scarti tossici, così come alla gestione e all’immagazzinamento degli zuccheri. Il compito principale della cistifellea, invece, è quello di immagazzinare e concentrare la bile prodotta dal fegato, necessaria per la digestione e l’assorbimento dei grassi.

Il compito dell’osteopata è quello di prendersi cura di questo movimento, di facilitarlo lavorando sul Fegato e sulla Vescica Biliare con manovre manipolative dirette e indirette oppure stimolando punti e meridiani energetici della medicina cinese corrispondenti a questa loggia energetica.  Sì dovrà andare in cerca di tutti quegli elementi fisici, psichici ed emotivi che possono aver alterato, frenato, ridotto, o bloccato la funzionalità del fegato e della vescica biliare a livello viscero-organico, ma anche energetico ed emozionale. E allora si cercheranno i traumi fisici, psichici o emotivi che possono aver lasciato traccia e memoria nel corpo; si valuteranno le cicatrici di un intervento chirurgico, di un incidente e la colorazione emotiva legata all’evento; si cercheranno eventi tristi, drammatici, improvvisi come anche le difficoltà, le incertezze, le paure, le aspirazioni, i desideri realizzati, quelli non realizzati oppure nascosti o celati.

L’Osteopata che desidera lavorare in questa direzione bisogna che si comporti come un segugio e, oltre a indagare meticolosamente, dovrà instaurare una relazione di fiducia e collaborazione con il paziente e seguendo scienza, arte e intuito, nel senso di capacità di avvertire, l’osteopata dovrà comprendere e valutare un fatto in maniera rapida e chiara, anche non possedendo il quadro completo.

Consiglio sempre ai miei pazienti di tenere un diario dove appuntare eventi, emozioni, azioni, pensieri e riflessioni perché è importante ricordare e contestualizzare.

Per concludere, per una buona fioritura in primavera è necessaria la potatura. Potare viene da Putus, schietto, puro. Il gesto di potare può essere considerato anche quello di cambiare o addirittura eliminare abitudini, attitudini, credenze che appesantiscono la funzionalità degli organi e dei visceri ma anche della mente e dell’energia.

Il Fegato e la Vescica biliare amano il verde, la leggerezza, la mutevolezza, il panorama ma soprattutto l’orizzonte davanti a sé. Sono stimolati dal sapore agro, come il succo di un limone maturo strizzato al mattino in un bicchiere d’acqua a digiuno; dalle erbe fresche di campo e dai germogli e dai frutti di stagione.

Sarà benefico in questo periodo camminare nel bosco e scoprire nuovi sentieri e nuove strade per mettersi alla prova e stimolare occhi, muscoli e tendini possibilmente lasciando a casa telefono, cuffie per la musica che separano e allontanano dall’esperienza, dalla relazione e dl sentire.

Ma attenzione a non appesantirvi con troppi progetti, troppe decisioni, troppi input come troppi grassi e olii da digerire.

La libertà del movimento, dei pensieri, delle emozioni, il non sentirsi in gabbia, rinchiusi o soffocati permette a questa loggia energetica di esprimersi al meglio perché, come scrive Alexandre Lowen, psichiatra e psicoterapeuta statunitense, essere pieni di vita significa respirare profondamente, muoversi liberamente e sentire con intensità.

 

 

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