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Osteopatia in estate

Andare e fare

L’estate è la stagione compresa fra il 21 giugno e il 21 settembre, ovvero fra il solstizio d’estate e l’equinozio d’autunno. È il periodo dell’anno in cui il sole raggiunge la massima forza e il massimo splendore, ed è infatti alto e grande in cielo.

Il sostantivo “estate” viene dal latino “aestas”, che significa calore bruciante. Vi troviamo anche una traccia del greco antico nel significato di ardere e, addirittura, una radice sanscrita che esprime l’idea di infiammare.

L’elemento che caratterizza l’estate è il sole, che rappresenta la vita e la luce. Il sole vivifica, illumina, scalda la terra e le membra, e accende il desiderio. Il sole rappresenta simbolicamente la bellezza, lo splendore, la sapienza, la guida spirituale, mentre l’estate, in quanto periodo di massima forza, vitalità e crescita, rappresenta         l’apice della vita, oppure, per via del solstizio, la vittoria del bene sulle tenebre, e ancora, l’abbondanza e la prosperità che rimandano alla generosità divina della ricchezza materiale e spirituale.

Le civiltà antiche celebravano il solstizio d’estate con riti propiziatori legati alla fertilità e all’abbondanza dei raccolti. Venivano fatti canti, danze, si offrivano fiori e cibo. Il fiore che meglio rappresenta l’estate è senz’altro il girasole, spesso associato all’allegria, alla vitalità e all’ottimismo. I girasoli sono considerati attivatori di energia positiva, perché promuovono l’ottimismo e aiutano a liberare la mente. Tenere dei girasoli in casa, oppure nel proprio luogo di lavoro, significa attivare gioia, relazioni, successo e creatività.

Secondo la medicina energetica l’estate è il momento della massima maturazione, in cui prevale il movimento verso l’espansione e l’esternalizzazione dell’energia, nella sua accezione fisica e psico-emozionale. Tutto in natura si esteriorizza. In primavera esce il germoglio, fa capolino una nuova vita, mentre in estate il frutto esplode in tutta la sua grandiosità. Nell’essere umano l’estate rappresenta la fase della maturazione, è il momento in cui il sistema nervoso e quello arterioso, che trasportano rispettivamente il pensiero e lo spirito, lavorano e nutrono tutto il corpo umano.

L’estate è inoltre legata all’elemento del fuoco, rappresentato, all’interno del corpo, dall’organo cuore, insieme a tutto l’apparato cardio-vascolare, e dal viscere intestino tenue, con le relazioni che quest’ultimo instaura con il resto dell’apparato digerente.  Si associa al sapore amaro e all’odore di bruciato.

Il cuore è considerato l’imperatore e il depositario dello spirito. Ha il compito di governare il sangue e i vasi sanguigni, le emozioni, la lucidità mentale, la stabilità emotiva e la vitalità in generale. Un disequilibrio energetico del cuore può manifestarsi tramite disordini fisici, come aritmie, cardiopatie, disturbi pressori e circolatori, ed emotivi come agitazione, insonnia e difficoltà di concentrazione.

Il cuore è associato al colore rosso. È la vitalità del fuoco che accende e scalda ma, quando il rosso è intenso e invadente, è il colore dello stato infiammatorio, proprio come il suo contrario, il pallore, indica un deficit dell’energia.

Il cuore è legato alla parola, alla parlantina eccessiva, alle balbuzie e anche alle disartrie. Parlare tanto o parlare poco può essere, quindi, indice di equilibrio o squilibrio, eccesso o difetto. Il tono della voce e la melodia possono essere considerati collegati al cuore.

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Continuando con la metafora tra il movimento stagionale e la funzionalità viscero-organica, potremmo affermare che l’estate può essere allo stesso tempo nutrita e ferita dal calore, cioè dall’energia che genera e dalla quale è generata.

Ma cos’è il calore tradotto in termini di vita quotidiana? Il calore è movimento, emozione, passione, ideazione, desiderio, realizzazione. Quando tutto questo rientra in un movimento che si integra e amalgama con tutto il resto, senza creare disaccordi si chiama calore appunto, quando invece diventa invadente, e produce disaccordo, lo chiamiamo fuoco e il fuoco brucia.

Un eccesso di calore, in un’estate calda, o infuocata, oppure in uno stile di vita frenetico, carico di impegni, preoccupazioni, movimenti, cose da controllare, fare, vedere, realizzare, potrebbe trasformarsi in un’alterazione della funzione del cuore o dell’intestino tenue, e quindi creare tensioni emotive e fisiche, ansietà, disarmonie relazionali, disfunzioni del battito, del trasporto del sangue, della pressione, del transito intestinale o dell’assimilazione.

Il calore, come ho già detto, è generatore di vita, ma il suo eccesso la consuma.

Il momento della giornata in cui il cuore è in uno stato di massima energia è compreso fra le 11:00 del mattino e le 13:00, mentre il suo riposo ideale, quando cioè la sua energia è al minimo, è tra le 23:00 e le 1:00.

L’intestino tenue è un viscere fondamentale per il trasporto e la trasformazione del cibo e dei liquidi in nutrimento e sostanze di scarto. Influenza in maniera sostanziale il funzionamento e l’equilibrio generale del corpo. È anch’esso collegato al radicamento fisico e psico-emozionale e all’elaborazione degli elementi ingeriti, dei pensieri e delle emozioni.

Uno squilibrio nell’intestino può manifestarsi con sintomi digestivi, come difficoltà di assorbimento, gonfiori, crampi, stitichezza e diarrea, ma anche con stati d’animo negativi e depressivi. L’intestino tenue è, dunque, centro di energia e trasformazione, profondamente legato allo stomaco e alla milza. Collabora alla funzionalità dell’apparato digerente, in senso fisico ma anche psico-emozionale, permettendo di eliminare le scorie fisiche ed emotive.

L’intestino non elabora solo il cibo, ma anche le esperienze, poiché non traiamo elementi nutritivi solo da quello che mangiamo o beviamo ma anche da quello che pensiamo, vediamo, odoriamo, ascoltiamo e leggiamo. Tutto il vissuto è nutrimento e tutto questo passa attraverso l’intestino.

In estate, come abbiamo specificato all’inizio di questo articolo, l’energia del corpo si trova in superfice, sui frutti e sui rami delle piante, sulla pelle, sulle braccia e sulle gambe degli esseri umani. Abbiamo una grande voglia di movimento, perché la spinta data dalla stagione è quella di andare e fare, perché il calore estivo mobilizza l’energia del cuore, che pompa sangue alle estremità e in superfice.

Anche l’intestino tenue beneficia di questa vitalità, trasformando ed eliminando con più facilità componenti nutritivi in eccesso, materiale trasformato ed elementi scomodi e addirittura nocivi.

Ed è proprio a grazie a questa vitalità, dell’organo cuore e del viscere intestino tenue, come anche di tutte le loro estensioni, che si esprimono nel funzionamento interno dell’esser vivente e nell’aspetto evolutivo e relazionale, che apporta vigore e tempra nel periodo estivo, che riusciamo a sperimentare e scoprire una moltitudine di esperienze,  viverle, trasformarle e digerirle senza correre il rischio né di esaurire l’energia del cuore, né di ingolfare la funzionalità dell’apparato digerente.

A livello terapeutico, in questo momento stagionale, l’intento della medicina Osteopatica è permettere il naturale svolgimento dell’estate all’interno del corpo umano (visceri, organi, tessuti, articolazioni) così come al suo esterno (relazioni, professione, attività fisica, hobby).

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Come abbiamo detto, in questo periodo dell’anno, l’energia si trova in superficie e, infatti, questo non è il momento migliore per fare lavori terapeutici profondi, ma solo correggere lo stile di vita, l’alimentazione e lavorare sullo sblocco dei tessuti e delle articolazioni che permettono il movimento stagionale di relazione, esteriorizzazione e realizzazione; in particolare mobilizzando o manipolando le grandi articolazioni come le spalle, le anche e le cervicali, in quanto articolazioni di congiunzione con il tronco e il tessuto fasciale, tessuto connettivo fibroso che avvolge e connette muscoli, organi, nervi e vasi sanguigni.

Se, tuttavia, dovesse esserci bisogno di un lavoro profondo e strutturato sul cuore, oppure sull’intestino tenue, è necessario essere consapevoli che i grandi cambiamenti, tranne le situazioni di emergenze, richiedono tempo. Sarà dunque possibile lavorare sul meridiano dell’energia dell’intestino e del cuore, entrambi localizzati sulle braccia, ma anche direttamente su questi organi con manipolazioni viscerali, tissutali, costali e vertebrali.

Per quanto riguarda l’azione sul cuore, per esempio, sarà possibile agire sul pericardio che è rappresentato da una membrana fibrosa che avvolge quest’organo e i grandi vasi sanguigni come un sacco protettivo. Tra le funzioni principali del pericardio troviamo, oltre alla difesa e la protezione del cuore, intesa sia in senso prettamente fisico che psico-emozionale, quella di mantenerlo in posizione, lubrificarlo e ridurre l’attrito. Il pericardio ha connessioni anatomiche con il diaframma, lo sterno, la colonna vertebrale toracica e i grandi vasi che entrano ed escono dall’organo e dalla pleura.  Ogni qualvolta si presenterà la necessità di lavorare sul cuore sarà necessario valutare la mobilità e la libertà di movimento del pericardio e di tutte le strutture con le quali questo interagisce e, nel caso si trovassero bloccate o tese, agire con le specifiche e caratteristiche manipolazioni.

La membrana che avvolge l’intestino tenue invece si chiama peritoneo, una sottile membrana sierosa che avvolge gli organi addominali. In particolare l’intestino è avvolto dal mesentere che lo ancora alla parete addominale. Il peritoneo non solo avvolge e protegge l’intestino, ma contiene anche il liquido serioso che permette a gli organi di scorrere agevolmente l’uno sull’altro. Il mesentere è una specifica piega peritoneale che contiene vasi sanguigni, vasi linfatici e nervi. A livello della Medicina Osteopatica la funzionalità del viscere intestino dipende molto dalla sua mobilità e dalla capacità intrinseca di relazionarsi con le altre strutture. Ed è per questo che per la diagnosi e il trattamento si utilizzano specifiche manovre sviluppate dalla branca della Osteopatia Viscerale.

In ambito osteopatico ho notato spesso la tendenza a considerare il disturbo, qualsiasi esso sia, solo come elemento da eliminare, talvolta con forza, talvolta anche a discapito di tutto il resto. La mia proposta terapeutica, invece, oltre ad agire per la riduzione della sintomatologia, mira a portare consapevolezza nella vita di tutti i giorni per comprendere e contestualizzare il disturbo nel vivere quotidiano.

Spesso di fronte a delle difficoltà tendiamo a ricercare la causa in una disfunzione metabolica, ormonale, biochimica o del sistema nervoso ma, molto raramente, ci chiediamo se un qualche elemento nella nostra vita porta disarmonia al sistema.

Se noi siamo quello che mangiamo, beviamo, pensiamo, tocchiamo, odoriamo, vediamo, allora tutto questo lo ritroviamo nel nostro corpo, nella nostra mente e nella componente energetica ed emozionale, nel modo di essere, di andare e fare.

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