Crescere e Vivere
Per sua natura l’essere vivente tende all’evoluzione. Una spinta, che sembra un desiderio istintivo a crescere e un legame imprescindibile con la vita stessa, sospinge l’uomo verso lo sviluppo. Le cellule, gli organi e i tessuti tendono all’evoluzione con un movimento preciso, stabilito in armonia con il complesso mente-corpo. Le capacità e le abilità crescono all’unisono con il sistema nervoso, digestivo, cardiaco, polmonare, metabolico.
Dal momento della fecondazione l’essere umano si sviluppa e progredisce, si struttura dal punto di vista fisico, psichico, emozionale ed energetico attraverso un movimento preciso, in una direzione precisa. Il processo di sviluppo dell’embrione dall’uovo fecondato si chiama embriogenesi ed è un’ordinata sequenza di fenomeni che conducono, in un tempo di circa nove mesi, alla formazione di un individuo. Lo sviluppo embriologico è ordinato, oltre che da un movimento disciplinato e metodico, da tre strutture, chiamate foglietti embrionali o germinativi, dalle quali germinano, appunto, tutti i tessuti e gli organi dell’individuo e dai quali prendono caratteristiche e peculiarità. I tre foglietti daranno vita all’endoderma, il più interno dell’organismo, il mesoderma, intermedio, e l’ectoderma che risulta essere lo strato germinale più esterno dell’embrione. Tutto trae origine da questi foglietti embrionali: i nervi, i vasi, il tubo digerente, l’apparato respiratorio, le ghiandole, i muscoli, l’epidermide, i genitali interni ed esterni e le ossa.
In Osteopatia Somato Emozionale, e in particolare nella branca embriologica, ogni volta che ci troviamo di fronte a un problema da risolvere torniamo a questi foglietti germinativi, portiamo la nostra attenzione e la nostra tecnica diagnostica e terapeutica alla direzione di sviluppo degli organi, degli apparati, dei tessuti. L’ascolto e la terapia non si differenziano molto, una segue l’altro, una è anche l’altro, infatti, la terapia inizia nel momento in cui attraverso l’ascolto si percepisce il movimento o l’assenza del movimento. Il cambiamento della condizione del tessuto esaminato varia secondo il grado di relazione che si riesce a stabilire con il tessuto stesso, e quindi con il paziente. Si indaga approfonditamente e si esamina, nel bambino come nell’adulto, la qualità del movimento di sviluppo e, qualora la si trovi disarmonica o bloccata, si cerca di ripristinarne la mobilità con tecniche precise. Anche la diagnosi e la terapia, come l’embriogenesi, seguono un preciso ordine. Le tecniche di cui mi avvalgo sono la stimolazione dell’organo, del viscere, del tessuto o della ghiandola,
verso la direzione del movimento di sviluppo, di nascita, di formazione. Le mani appoggiate sulla pelle, in contatto con la profondità, in ascolto, a contatto diretto con la zona che abbiamo trovato priva di mobilità; la mano è vigile, ma neutra, senza pregiudizio o aspettative. Appoggiare le mani su un paziente significa stabilire un contatto, creare a tutti gli effetti una relazione, per questo è necessario che ci sia la giusta disposizione interiore, la giusta postura fisica, senza contrazioni muscolari o rigidità mentali, che potrebbero in qualche modo ostacolare la relazione, l’ascolto e la tecnica.
Si tratta di un’azione che non spinge, non determina, ma segue il movimento della vita in evoluzione. Il lavoro che l’Osteopata copie su di sé, in termini di crescita personale, risulta essere molto importante perché per riuscire a non forzare, a non voler necessariamente risolvere bisogna che si riesca a mettere da parte la brama di riuscire, perché questa potrebbe essere di ostacolo alla relazione e viziare ascolto e tecnica.


