Ci sono diversi pattern di movimento nel sistema cranio-sacrale, come spiega il dottor Sutherland nel suo libro, e possono essere influenzati da fattori come lo stress, la tensione muscolare, le tensioni tendinee e fasciali e le lesioni da trauma o da intervento chirurgico. Per questo motivo, il dottor Sutherland, sviluppò diverse tecniche di trattamento, con l’intento di regolare il sistema cranio-sacrale, ridurre la tensione e lo stress e facilitare la riparazione delle lesioni. Per fare un esempio concreto di pattern di movimento, lo stress eccessivo vissuto può determinare, nel sistema cranio-sacrale, che subisce un irrigidimento per contrazione tissutale o articolare, una diminuzione della mobilità del cranio e del sacro, con una conseguente variazione del trasporto del liquido cerebrospinale, un aumento della pressione intracranica, una disfunzione del sistema nervoso autonomo (troviamo spesso quadri di tensione cranio sacrale in disturbi del sonno, della digestione, della respirazione), una riduzione della risposta immunitariae vari problemi di postura e movimento.
Sono evidenziabili due tipi fondamentali di quadro: il quadro intracranico e quello extracranico. Il primo si riferisce a ciò che accade all’interno del cranio, e comprende la dinamica del liquido cerebrospinale, la funzione cerebrale, la struttura cranica ossea e la mobilità delle strutture molli, come la lingua e gli occhi. Le condizioni intracraniche influenzano la salute e il benessere in generale. Il secondo quadro si riferisce, invece, a ciò che accade al di fuori del cranio, in particolare, alla dinamica della colonna vertebrale, del sacro e delle strutture circostanti. Ne sono un esempio le lesioni spinali, le condizioni degenerative della colonna vertebrale, le disfunzioni muscolo-scheletriche e i disordini nella mobilità viscero-organica.
Il sistema elaborato dal dottor Sutherland prevedeva che il terapista, prima di iniziare un qualsivoglia trattamento, e dopo aver esaurito la prima fase conoscitiva, passasse attraverso l’ascolto diretto del cranio e del sacro, ponendo le proprie mani sulla struttura, e rimanendo in ascolto per valutare la qualità e l’intensità del movimento cranio-sacrale. Questa fase venne chiamata Tecnica di Listening che tradotta in Italiano assume il significato non solo di ascolto, ma anche di percezione (di un suono o di un segnale) e ricezione (di un messaggio per esempio). La metodologia di valutazione nel Sistema cranio-sacrale può essere divisa in quattro fasi: nella prima il terapeuta stabilisce un contatto delicato e rilassato, solitamente tocca la testa, il cranio oppure la colonna vertebrale del paziente; la seconda fase è l’ascolto, durante la quale il terapeuta ascolta attentamente le variazioni nel ritmo cranio sacrale; la terza è chiamata di valutazione, perché si valutano le informazioni raccolte durante l’ascolto per identificare sia le aeree di restrizione, sia per nominare la disfunzione trovata; la quarta, e ultima fase, è il trattamento, durante la quale dove vengono utilizzate le tecniche per “lavorare” su ciò che è stato individuato e ripristinare fluidità nel Sistema cranio-sacrale.
Nella fase operativa, la quarta fase appunto, secondo quanto individuato, in termini di disfunzione del movimento, (per disfunzione si intende alterazione, funzione alterata) si applicano tecniche di stimolazione specifiche.
Queste tecniche prevedono il trattamento del cranio attraverso la liberazione delle restrizioni delle suture craniche, delle ossa craniche e delle strutture membranose come la falce cerebrale, il sistema liquorale, i nervi cranici, i vasi sanguigni e le strutture fasciali.
Tra queste possiamo citare la Tecnica di Unwinding, che letteralmente significa sblocco, ma anche rilascio di tensioni e stress accumulati nel corpo, con relativo sgancio di blocchi e restrizioni del sistema cranio-sacrale; oppure la Tecnica di compressione-decompressione del sistema cranio-sacrale che il terapeuta può utilizzare per facilitare il rilancio del movimento; e ancora la Tecnica di Still point, o punto fermo, che consiste nel cercare di provocare l’arresto del movimento Cranio-Sacrale, grazie una manovra precisa, con il successivo rilascio e rilancio; (una tecnica molto profonda che viene consigliata nelle situazioni più critiche per aiutare il paziente a liberarsi da tensioni e restrizioni profonde). Una procedura di intervento diretta è la Tecnica Vector of Arret (vettore di arresto) dove il terapeuta individua, durante la fase di ascolto, il vettore di arresto del movimento, ovvero la direzione in cui il movimento Cranio-Sacrale risulta bloccato e lavora con la Tecnica di Aggravamento o di Facilitazione (ovvero nella direzione del blocco o nella direzione opposta al blocco).
Riassumendo, l’osteopatia Cranio-Sacrale trova impiego, come trattamento complementare o alternativo, in diverse condizioni di disarmonia, come il trattamento del dolore acuto e cronico, il trattamento dei disturbi di origine neurologia, ortopedica, pediatrica, sportiva e geriatrica, ma anche delle affezioni organo-viscerali e disturbi psico-emozionali.
Il lavoro del dottor Sutherland ha avuto un impatto significativo sulla Medicina Osteopatica e sulla comprensione del Sistema Cranio-Sacrale (SCS), a tal punto che la sua teoria e le sue tecniche sono ancora oggi utilizzate da gran parte degli osteopati di tutto il mondo. Il suo lavoro è stato proseguito da diversi osteopati e ricercatori che hanno continuato a sviluppare e perfezionare la teoria e la pratica dell’Osteopatia Cranio-Sacrale, come il dottor Rollin Becker, che ha lavorato a stretto contatto con Sutherland e ha continuato a sviluppare la sua teoria e la sua pratica e il dottor John Upledger, che ha fondato l’Upledger Institute, dove insegna la Tecnica della Cranio Sacral Therapy (CST), un approccio all’ Osteopatia Cranio-Sacrale che si concentra sulla liberazione delle tensioni e delle restrizioni nel Sistema Cranio-Sacrale.