Proposito deriva da proporre, è ciò che viene posto innanzi ad altro. E’ un proponimento, una volontà di fare o dire una cosa. Nasce da “mi piacerebbe”, oppure da “io desidero” fare o essere, per esempio per il nuovo anno, qualcosa di diverso rispetto a quello che sono stato e ho fatto fino ad ora.
Il proposito può essere visto come un desiderio positivo che desideriamo realizzare e che affidiamo per la sua realizzazione oltre che a noi stessi, quindi alla nostra capacità di fare ed essere, anche alle circostanze esterne come il caso fortuito, il destino e l’universo.
Ma i propositi, come i desideri, spesso vengono rimpiazzati da altri propositi o altri desideri perché capita, nelle fasi embrionali, che non siano ben radicati al reale desiderio, e si perdono per strada o volino via con la prima folata di vento.
La tradizione ci insegna che prima di tutto dobbiamo distinguere i desideri, o i propositi, dalla brama. La brama è un desiderio vivissimo, smodato di onori, ricchezze, fama che spesse volte conduce ad eccessi che portano lontano dalla realizzazione interiore. Il desiderio invece, troviamo sempre scritto nel dizionario, è una necessità profonda, un sentimento di ricerca appassionata e di attesa e attuazione di quanto è confacente alle proprie esigenze.
Se c’è qualcosa che vogliamo veramente realizzare per noi stessi, al quale teniamo particolarmente bisogna che, prima di tutto, invece di dire mi piacerebbe o desidererei, si cominci a dire e poi a scrivere, Io voglio; quantomeno per quanto riguarda ciò che non richiede, o coinvolge direttamente, altre persone, perché in questo caso necessiterebbe anche il loro consenso.
Un desiderio prima di presentarsi al pensiero spunta dal cuore, perché da questo è ispirato e, per realizzarsi, bisogna che attraversi varie fasi di organizzazione proprio come si fa per edificare una nuova casa attraverso un progetto. Per fare questo c’è bisogno di trovare il giusto tempo e il giusto modo perché, per dare vita ad un desiderio, trasformarlo in un proponimento e metterlo su occorre, in pratica, ideazione, organizzazione, volontà, estro e fiducia. Fiducia nel desiderio stesso e nella capacità di realizzarlo.
Per un nuovo progetto ci vuole nuova energia e per trovarla, o generarla, bisogna avere il coraggio e la forza di compiere dei cambiamenti e dei tagli di abitudini, alimenti, vizi ma anche fare spazio tra i pensieri, tra i cassetti della scrivania, fra i ripiani degli armadi togliendo tutto quello non ci appartiene più e che appesantisce l’essere e il fare, dimodoché nuova energia possa circolare e fluire liberamente fuori e dentro di noi.


