Dopo alcune ore trascorse questa mattina nel mio studio a scrivere, sono uscito fuori a passeggiare, assetato di sole. Le strade sono come i lampioni, si illuminano a orari precisi. Per esempio, Piazza Savonarola, dove vado spesso, è completamente inondata dal sole dal mattino fino al primo pomeriggio e, infatti, non è facile trovare una panchina libera su cui sedersi. Per chi, come me, desidera più intimità ci sono alcune strade laterali nelle quali la luce arriva a momenti, creando così spicchi assolati da rincorrere. Mentre ero alla ricerca del marciapiede più soleggiato e mi godevo il calore mattutino, ho ricevuto la chiamata di un’amica che non sentivo da tempo. Ci siamo scambiati gli auguri, raccontati le ultime notizie e, visto che svolge una professione simile alla mia, abbiamo parlato di lavoro. Mi ha raccontato di essere in contatto con un gruppo di persone che cerca di creare una rete solidale, nella quale convogliare competenze, pensieri, vite, idee diverse per potersi sorreggere e aiutare nei momenti di difficoltà. Solo mettendosi insieme, creando gruppi vicini e rispettosi, l’un con l’altro, sottolineava la mia amica, possiamo superare ostacoli e difficoltà. Ed è stata proprio quest’ultima frase, come il sole che mi batteva addosso e mi stava scaldando, a illuminarmi per questo nuovo articolo.
Per iniziare prendo in prestito il concetto secondo il quale l’essere vivente è composto da due parti distinte, opposte ma complementari. Destra e sinistra, alto e basso, davanti e dietro, dentro e fuori sono gli elementi che interagiscono tra di loro per dare vita. Esaminando la composizione dell’essere umano e animale si nota che il sistema nervoso, l’apparato che attiva il corpo nelle sue funzioni e gli permette di adattarsi e trasformarsi secondo le necessità, è composto principalmente da due parti: il sistema nervoso centrale e quello periferico. Abbiamo impulsi e stimoli nervosi che entrano e altri che escono dal corpo. Ci sono inoltre due emisferi cerebrali uniti tra di loro da una lamina chiamata corpo calloso. Abbiamo due occhi perché è grazie all’elaborazione combinata di questi che si sviluppa una visione chiara del mondo. Due occhi distinti che si incontrano tramite il nervo ottico nel chiasma ottico e poi nel cervello. Due narici e due orecchie. Abbiamo due piedi e due gambe per camminare, correre, cambiare direzione o fermarci. Due mani e due braccia per creare, abbracciare una persona, una posizione o una teoria. Anche gli organi, ognuno in relazione con un viscere, sono composti da più parti che svolgono la loro funzione all’unisono. Due polmoni nei quali la trachea entra attraverso il bronco primario sinistro e il bronco primario destro fino agli alveoli polmonari dove viene scambiata l’anidride carbonica con l’ossigeno. Allo stesso modo il cuore, pur avendo ruolo e posizione centrale, è diviso in cuore destro, che pompa il sangue venoso non ancora ossigenato, e cuore sinistro, che pompa il sangue arterioso. Il fegato e la cistifellea, invece, lavorano per produrre e immagazzinare la bile, necessaria per la digestione e l’assorbimento dei grassi. Lo stomaco, la milza e il pancreas, uniti per funzione digestiva e anatomicamente vicini. Il grosso e il piccolo intestino che si estendono dalla valvola pilorica fino all’orifizio anale e svolgono principalmente il ruolo di digestione, trasformazione, assorbimento dei nutrienti ed eliminazione delle scorie. I due reni che, oltre alla attività filtrante, convogliano, tramite l’uretere, entrambi nella vescica.






