Osteopatia somato-emozionale e realizzazione personale

Osteopatia somato-emozionale e realizzazione personale

“Il desiderio è il punto di partenza di tutte le realizzazioni, non una speranza, non un volere, ma una viva brama pulsante che trascende tutto”.
(Napoleon Hill)

Per questo nuovo testo sono stato ispirato da un concetto espresso dallo scrittore e saggista italiano Igor Sibaldi il quale, in una sua conferenza, spiega la differenza che intercorre tra capriccio e desiderio. La cosa che più mi ha colpito è la seguente: il desiderio porta con sé una sensazione di appagamento e un movimento fisico. I muscoli facciali spontaneamente vanno incontro ad una contrazione determinando il sorriso.

Il raggiungimento di uno stato di appagamento e di realizzazione personale portano con sé un cambiamento nella struttura fisica, molecolare da cui consegue un profondo e spontaneo atto respiratorio, espressione di liberazione delle tensioni accumulate e depositate sul muscolo diaframma e nel plesso solare. La propria realizzazione o la realizzazione di un desiderio, non un capriccio di giornata- anche se talvolta potrebbe essere anch’esso fruttifero e fonte di grande piacere- produce non solo un profondo senso di soddisfazione a livello emozionale e psichico ma, produce anche un reale cambiamento a livello fisico con detenzione dei muscoli, delle membrane, delle fasce, delle viscere e il conseguente miglioramento della loro funzionalità generale.

Questo meccanismo liberatorio richiede un percorso di consapevolezza e percezione di sé molto sviluppati, in quanto la liberazione tissutale è in relazione all’autenticità e profondità del desiderio. Non confondiamo realizzazione personale con successo societario. Sono due cose distinte. Ad esempio, ottenere successo in ambito professionale, non vuol dire necessariamente avere sensazioni di realizzazione e appagamento. La realizzazione è soggettiva e non segue stereotipi culturali.

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Tensione e liberazione producono e secernono nell’organismo molteplici sostanze. Un esempio fra tutti è il cortisolo, ormone prodotto dalle ghiandole surrenali, chiamato comunemente “ormone dello stress”. Nei momenti di maggior tensione esso induce un aumento della gittata cardiaca, della glicemia, dell’osteoporosi, una diminuzione delle difese immunitarie e, in una situazione di estremo e perpetuato stress, un esaurimento delle risorse. Al cortisolo si contrappone la serotonina, neurotrasmettitore prodotto dal sistema nervoso centrale e da alcune cellule dell’apparato gastro-intestinale, definito comunemente “ormone della felicità”. La serotonina stimola funzioni biologiche quali il sonno, l’appetito, la sessualità e la memoria, concorrendo allo sviluppo di empatia e creatività.


Altre sostanze prodotte spontaneamente dal corpo che regolano gli stati d’animo sono: la dopamina, l’ossitocina e la melatonina. Attraverso scelte di vita e azioni quotidiane come: giusto riposo, sana alimentazione, equilibrata attività fisica, lettura, musica, viaggi, meditazione, ballo, passeggiate nel bosco, ecc., possiamo determinare il nostro benessere. L’ossitocina è un ormone prodotto dall’ipotalamo e regola i rapporti affettivi. La corretta produzione di questo ormone si manifesta con senso di rilassatezza, fluida gestione dei rapporti interpersonali e una solida fiducia in sé stessi. L’ossitocina regola gli ormoni della crescita durante l’infanzia e svolge un ruolo rilevate nella salute delle ossa.

Gli ormoni del benessere partecipano e concorrono dunque allo sviluppo di un buon atteggiamento mentale e di una buona salute fisica.

Durante una situazione di stress che innesca azioni di protezione, attacco o fuga, gran parte dell’energia e del sangue presenti nel nostro organismo vengono direzionati nei muscoli delle gambe e delle braccia per scappare o lottare a scapito degli organi che nutrono e mantengono la vita. Il buon funzionamento di tutto l’organismo e in particolare del sistema digerente e intestinale, organi deputati alla riparazione, è garantito da una corretta distribuzione del sangue. In una situazione di stress gli ormoni dello stress portano alla chiusura dei vasi sanguigni che distribuiscono sangue all’intestino e allo stomaco per irrorare maggiormente i muscoli delle braccia e delle gambe.

“Il sangue è dotato di energia, quindi in una situazione di pericolo immediato vi sarà una sospensione della crescita e della cura di tutto il corpo a vantaggio della fuga, della protezione e dell’attacco.” (Dott.re B.A. Lipton)

Se questo pericolo sarà costante e persistente, reale o soltanto percepito, vi sarà nel corpo il depauperamento delle energie con la conseguente probabile insorgenza di malattia. Un essere vivente impaurito e minacciato è un essere in pericolo di vita, solo e facile preda. Esso sarà alla ricerca di protezione, di guida, di soluzioni immediate. In tale condizione tensiva ci si ritrova a preoccuparsi piuttosto che potersi occupare ed è più facile confondere la propria libertà con una falsa sicurezza. Perdendo la libertà svanisce l’energia necessaria per mantenere il corpo in salute e l’energia creativa necessaria per la realizzazione poiché libertà e creatività, sono rispettivamente generatrici di vitalità e progettualità.

Sulla base di quanto detto possiamo affermare che: sviluppando una concreta fiducia in sè stessi attraverso un percorso pedagogico che miri a sviluppare armonicamente le qualità del singolo bambino tutelandone le tappe evolutive; promuovendo la realizzazione di una società equa risultato di rapporti familiari e sociali sani; ascoltando e rispettando i desideri dei bambini, animatori di progetti e di futuro, si potrà garantire una adeguata e proficua produzione ormonale e delle altre funzioni dell’organismo, assicurando un reale e solido benessere psico-fisico.

“Ci sono tre modi efficaci per educare: con la paura, con l’ambizione e con l’amore. Noi rinunciamo ai primi due.” (Rudolf Steiner)

 

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La realizzazione di un desiderio è la realizzazione di un progetto, di un sogno, di un viaggio, di un cammino, l’acquisto di una casa, di un’auto, è portare a termine un percorso di studi, crescere un figlio, aprire un’attività, scrivere o leggere un libro, sviluppare un’abilità, imparare una nuova lingua, sposarsi, dipingere un quadro, ecc. La realizzazione di un desiderio è un ponte solido, granitico, fiducioso tra la componente immateriale e spirituale dell’intuito e la componente materiale realizzativa. Un ponte tra lo yin e lo yang, tra il cielo e la terra, tra il femminile e il maschile che si manifesta sotto forma di unità. L’essere umano realizzando un proprio desiderio si materializza, diviene gradualmente più terreno e partecipe della propria vita e di quella comunitaria. Questa solidità si mostra sotto forma di sicurezza personale e di energia fisica. Un uomo realizzato profondamente, che sappia trarre insegnamento anche dalla non realizzazione, è una montagna.

“Ricorda che non ottenere talvolta ciò che vuoi è un meraviglioso colpo di fortuna.” (Dalai Lama)

Non vi è alcuna separazione, divisione tra corpo e mente. La realizzazione, così come la cura dell’individuo, non può essere considerata su di un piano duale. Corpo e mente, in ogni istante, in ogni distretto anatomico, vivono e si sorreggono vicendevolmente. Soddisfacendo l’uno si gratifica e si realizza l’altro. Pensare che una problematica o una difficoltà fisica e psichica di un esser vivente, di una società intera, possa essere risolta attraverso l’ingestione di una pillola o l’inoculazione di un farmaco senza occuparsi anche dell’aspetto culturale, sociale ed emozionale, è ridurre l’uomo ad un mero ammasso di cellule. Una reazione chimica sterile. La vita e la terra non sono nemiche e la paura manifesta incomprensione, assenza di conoscenza ed è generatrice di separazione. La separazione crea uno spazio, un vuoto che può essere ricolmato solo con l’amore e la fiducia o con una pillola. A noi la scelta!

“La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente assenza di malattia o infermità. “(OMS, 1948)

Attraverso il riconoscimento dell’autenticità del desiderio e la dedizione amorevole e tenace nel tempo verso la sua realizzazione, si consoliderà nel corpo benessere umorale e fisico. Esso è legato anche alla fiducia in sè stessi che si ottiene realizzandosi, così come avviene per il tessuto muscolare che si sviluppa grazie ad una attività fisica costante che genera sensazione di forza e di essere in grado di riuscire. Realizzare un progetto è andare nella direzione giusta, cioè nella direzione della propria realizzazione; incamminarsi e cercare, cercare fino a comprendere che il singolo e la società, come il singolo viscere e il corpo intero, sono un unico essere vivente in continua comunicazione. Il benessere dell’uno è il benessere dell’altro. Maltrattare, non prendersi cura, impoverire il singolo è provocare sofferenza alla comunità intera.

“Fino a che tutti non sono liberi, nessuno è libero” (Martin Luther king)

Usando la metafora dell’albero, realizzarsi vuol dire mettere radici profonde nel terreno della vita, ricavando e ricevendo in cambio da essa nutrimento, linfa. La fioritura sarà la fiducia acquisita. La generazione del frutto, a maturazione avvenuta, sarà il personale contributo per il mondo. Un essere umano realizzato, libero fisicamente e psico-emotivamente, è capace di fare le scelte opportune e soprattutto è in grado di contribuire alla realizzazione di una società libera ed equa, una comunità che non vada nella direzione dell’oppressione e del controllo dell’individuo.

“Essere liberi non significa solo sbarazzarsi delle proprie catene, ma vivere in un modo che rispetta e valorizza la libertà degli altri”. (Nelson Mandela)

Il ruolo dell’Osteopatia somato-emozionale è quello di accompagnare l’essere umano in questo percorso attraverso un processo di consapevolezza del proprio corpo, partecipando alla creazione di una solida, amorevole e sincera relazione tra fisicità, pensiero e sentimenti. Come le credenze possono irrigidire il pensiero, così anche il corpo attraverso i propri blocchi, freni, può essere limitato nella capacità di andare nella direzione della propria realizzazione. Sbloccare gli organi, i visceri, i muscoli, il sistema nervoso, le membrane intracraniche, la mobilità del midollo spinale – attraverso il sistema cranio-sacrale, la detenzione viscerale, miofasciale, e lo sblocco delle articolazioni della colonna vertebrale e degli arti – permette di ritrovare un contatto maggiore con sé stessi. Grazie ad un respiro più ampio e profondo che si viene a instaurare con l’avvenuta liberazione strutturale, si potrà garantire la possibilità di riscoprire non solo il cammino personale interrotto verso la propria realizzazione e una nuova relazione con sé e con il mondo, ma anche il gusto di ricercarlo.

“L’anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci, soprattutto perchè provi un senso di benessere quando gli stai accanto.” (Charles Bukowski)

Ti chiamerò io in una data e orario, fra quelli disponibili, da te scelti.

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